Scriviamoci

Questa sezione è a disposizione di chi vuol fare considerazioni sulla catechesi o porre domande alla redazione della rivista. Inserire sempre il nome e almeno la provincia da cui si scrive.

Il mio cuore era come un puzzle incompleto

Sono una catechista della parrocchia Madonna del Rosario di Leverano. Quest’anno mi sono occupata dei bambini del quarto anno, che hanno ricevuto la prima Comunione. Uno dei tanti frutti di questa esperienza meravigliosa vissuta insieme è sicuramente la poesia di Sofia, che ci ha davvero commossi, l’ha scritta da sola e un passaggio è assolutamente originale. Scrive: «In questo giorno ho ricevuto Gesù per la prima volta e finalmente il mio cuore si è riempito di gioia e d’amore. Il mio cuore era come un puzzle incompleto, ma poi quando ho preso l’Eucarestia in un baleno il mio cuore si è completato…». Antonella, Leverano (Lecce)

 

Catechisti «tutor»

Ho già scritto a proposito di immagini nella catechesi, ma c’è un secondo punto che mi sta a cuore. È possibile tematizzare su Dossier il servizio del catechista tutor e continuare a insistere sul formare/coinvolgere i genitori? Da diversi anni nella nostra parrocchia e gradualmente anche nell’unità pastorale, stiamo formando e coinvolgendo di più i genitori dei bambini/ragazzi (con varie, ovvie difficoltà, ma anche belle sorprese). Accanto alla «catechesi familiare», per la prima confessione e comunione, la parrocchia ha chiesto alle catechiste «tradizionali» che se la sentivano di fungere da tutores (= punto di riferimento) dei genitori. I bambini, a gruppetti di 4-5 sono affidati a due genitori che svolgono loro stessi la catechesi. Attualmente cinque catechiste sono tutores per alcune coppie di genitori/catechisti. Un fraterno saluto e grazie ancora! Suor Clara, parrocchia di Laives, (Bolzano)

Le schede operative di quest'anno riservano una sezione specifica all'accompagnamento delle giovani famiglie e al catechismo fatto in casa. Sono uno strumento in più - oltre all'introduzione tematica all'argomento del mese - per i nuovi ruoli dei catechisti secondo i recenti documenti ecclesiali, come quello di tutor.

 

Tutto dipende dalle radici

Sono una catechista residente in una piccola parrocchia del Mantovano, seguo un gruppetto di ragazzini di prima media. Riceveranno il sacramento della Cresima all'inizio della terza media. Qui in parrocchia la partecipazione alla Messa sia da parte dei bambini/ragazzi, sia da parte dei loro genitori non è notevole. Vale ahimè lo stesso discorso per la partecipazione al catechismo, anzi direi che qui la frequenza è ancora inferiore. Ma non accusiamo solo i bambini... la responsabilità è soprattutto dei loro genitori. Ho un nipotino di 27 mesi che grazie a me (zia catechista), al nonno (sacrestano) e la nonna (volontaria lettrice...) quando passa davanti a una chiesa batte piedi perché vuole andare a «salutare Gesù», come dice lui. Insomma, se non c'è un’educazione religiosa dalle radici, com'è possibile che un bambino/un ragazzo prenda affetto alle attività religiose? Marzia, Mantova

 

Ho cominciato presto, dopo aver celebrato la Cresima

Salve a tutti! Sono una catechista di 22 anni. Scrivo dalla provincia di Ragusa e svolgo il mio servizio nella parrocchia Angelo Custode gestita dai frati minori conventuali. Ho iniziato questa mia esperienza subito dopo aver ricevuto la Cresima, avevo solo 13 anni, e iniziai nel 2005 come aiuto catechista. Sono orgogliosissima della mia scelta, senza nessun rimpianto. Oggi il parroco ci ha fornito Dossier Catechista, che è meravigliosa, come tutte le altre volte. Ho letto l’articolo «Non mi sento preparata» e mi ha colpita molto. Ricordo che ho provato le stesse sensazioni quando 9 anni fa iniziai e non mi sentivo del tutto pronta... Ma, con il passare degli anni, ho imparato, ed eccomi qui. Insieme a un’altra catechista abbiamo intrapreso il cammino con i bambini di seconda elementare e ho visto che ogni volta li abbiamo visti più felici. Naturalmente questo ci ha riempite di gioia e ci spinge a continuare. Ringraziamo Gesù per la fiducia che ogni giorno ci dà. Mariacarmela, Ragusa

 

Come favorire la partecipazione alla prima Comunione

Ciao a tutti, ho bisogno di avere un parere… Potete aiutarmi? Vi chiedo: cosa ne pensate se nella messa di prima Comunione si fa portare ai bambini invece del giglio con la candela, una lampada accesa realizzata per l’occasione artigianalmente? In tante parrocchie si fa ormai da tanti anni, eppure qualcuno è contrario, perché dice che non sarebbe consentito dalle regole della liturgia. Giusy, Reggio Calabria

Bisogna fare attenzione che gli elementi ad effetto e secondari non oscurino la cosa principale: l’incontro con Gesù e la prima partecipazione completa all’Eucaristia. Gesti e simboli andrebbe cercati eventualmente per rendere più trasparente questa finalità.

 

Accoglienti con i genitori

Io penso che sta a noi muoverci con le famiglie… Loro vengono un po’ prevenute: noi le accogliamo? Esse pensano che siamo qualcosa di diverso da loro, mentre dobbiamo metterle a loro agio. Negli incontri mensili farli sentire bene. Noi ci proviamo. Ci sono a volte anche dei papà. Abbiamo chiesto loro se fanno pregare almeno un poco i loro figli; qualcuno ha detto: «Quest’anno ci abbiamo provato, alla sera diciamo una preghierina tutti insieme». Li ho visti attenti, mi pare che abbiamo sete di cose profonde. Naturalmente c’è anche chi è superficiale, chi ha sempre fretta, chi dice al figlio sbrigati, ma io sento che molte cose dipendono da noi, se riusciamo a stare con loro senza giudicarli, accogliendoli, facendo capire anche ai genitori che amiamo anche loro, non solo i loro figli. Rina, Piossasco (Torino) 

 

La questione "ragazzi difficili"   

Sono catechista da diversi anni di gruppi di ragazzi delle medie e volevo condividere una nota un po’ amara. Nel gruppo di catechismo di terza media che hanno ricevuto la Cresima quest’anno, tre (su trenta) sono stati bocciati. Mi è dispiaciuto veramente, ma forse era prevedibile. Sono i cosiddetti «ragazzi difficili», abbandonati a se stessi dalle famiglie, dal comportamento aggressivo o menefreghista o provocatore a seconda dei casi e delle situazioni. Comportamenti chiaramente dettati dal desiderio di attirare l’attenzione dell’adulto di turno (anche la sgridata o la nota sul diario serve a questo, quasi come un trofeo) o dei compagni di cui diventano o vessatori o «guide» da seguire e imitare. Al gruppo hanno frequentato fino alla Cresima poi a poco a poco si sono allontanati. Il problema, dai tempi di Don Bosco, è sempre lo stesso: i ragazzi fragili dovrebbero meritare tutta la nostra attenzione e di più. Ma è molto difficile per come è complicata l’età delle medie, per i cambiamenti fisici e psicologici dei ragazzi e per l’ambiente reale e virtuale che appartiene a loro. Nel nostro gruppo di catechisti ci siamo chiesti come rendere efficace il cammino di catechesi in questi casi. A nostro avviso la catechesi dovrebbe essere completamente ripensata per questa fascia di età, così come l’attenzione globale della scuola che boccia questi soggetti, peraltro svegli e intelligenti, non riuscendo a motivarli a un qualsiasi interesse per le materie. Abbiamo l’impressione che non si sia sufficientemente preparati e anche disposti a conoscerli e a mettersi nei loro scomodi panni adolescenziali. Abbiamo apprezzato le vostre schede per il cammino dei preadolescenti che per quelli «bravi» più sensibili e partecipativi vanno benissimo, ma per questi altri che fare? Non sono proprio loro quelli di cui dovremmo preoccuparci maggiormente? Marilisa, Alba (Cuneo)

 

Riconosciamo il nostro impegno 

Ogni attività che facciamo, lo sappiamo, suscita spesso dei giudizi non sempre benevoli, per tanto che ci impegniamo. Per questo ho pensato di mandarvi queste mie riflessioni: «Si può passare una vita a guardare… Si può passare una vita ad ascoltare… Si può passare una vita a rimpiangere il passato… Si può passare una vita a criticare… Ma dov’è la nostra speranza? Il Vangelo ci dice: va e annuncia. Allora perché non passare la propria vita a proporre… Passare la propria vita ad agire… Passare la propria vita ad ascoltare per comprendere…Passare la propria vita ad amare sempre, malgrado tutto…?». Daniela, Ortona (Chieti)  

Puoi scrivere alla Redazione ed esprimere liberamente le tue considerazioni sulla catechesi.

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