Scriviamoci

Questa sezione è a disposizione di chi vuol fare considerazioni sulla catechesi o porre domande alla redazione della rivista. Inserire sempre il nome e almeno la provincia da cui si scrive.

La parola chiave è «coinvolgere»

Sono una mamma catechista. Vorrei rispondere a chi si lamenta della poca sostanza degli incontri di catechismo. È vero che c’è a volte impreparazione teologica, ma fare catechismo è anche per noi un modo di arricchirci. Prima siamo noi a prepararci, poi siamo pronti a cercare di coinvolgere gli altri. Secondo me la parola chiave è «coinvolgere»: i ragazzi devono essere coinvolti in quello che proponiamo e questo va fatto anche ricorrendo a tutti i mezzi che abbiamo a disposizione, siano cartelloni, giochi o tecnologia. Il nozionismo religioso lo imparano a scuola, quindi compito del catechista è attualizzare il Vangelo, rapportarlo alla quotidianità. Per la mia esperienza attiro molti più ragazzi con attività ludiche, che con una lezione vera e propria, anche se adattata alla loro età. Per concludere, la mia opinione è che gli incontri di catechismo vanno personalizzati secondo i ragazzi che si hanno.

Anna Rosa, Monteporzio (Pesaro e Urbino)

 

La celebrazione della domenica

Nella mia parrocchia il percorso di catechismo prevede gli incontri settimanali e la partecipazione dei bimbi alla celebrazione eucaristica della domenica, in cui l’omelia è interamente dedicata ai bambini che così possono fare esperienza diretta di ciò che hanno appreso durante gli incontri con i catechisti. Penso che senza la celebrazione eucaristica siamo senza identità e quello che andiamo a fare durante gli incontri resterebbe senza frutto. Noi vogliamo aiutare i bambini a conoscere Cristo e il modo privilegiato per conoscerlo, oltre all’annuncio, è proprio la santa Messa della domenica.

Peppe, Catona (Reggio Calabria)

 

Roma Sud, San Leonardo Murialdo

Ciao a tutti. Siamo la comunità della parrocchia San Leonardo Murialdo e Oratorio Pontificio San Paolo di Roma Sud. Siamo un’unica realtà guidata dai padri Giuseppini, che seguendo le orme del nostro santo Patrono, curano la crescita dei ragazzi. Il nostro parroco è don Sandro, che dona il cuore e tutto se stesso in quello che fa. Tante le attività: la catechesi è organizzata a gruppi che si confrontano e camminano cercando di seguire le orme di Gesù al motto: «Giocare, pregare, imparare».

 

Con i sacramenti non si scherza

Ho svolto ininterrottamente il compito talvolta arduo di catechista dal 1993 al 2009 e ho ripreso quest’anno «ereditando» un gruppo di ragazzi candidati alla Cresima. Con alcuni ragazzi con un minimo di consapevolezza e altri che, non ricevendo una guida sicura dai propri genitori, riflettono questo stato di cose. Ho sottolineato durante una riunione che noi catechisti siamo educatori di un’ora, mentre i genitori lo sono attimo per attimo, e se non assolvono al loro compito diventano i loro peggiori alleati. Visto che il Battesimo viene scelto in coscienza dai genitori, la Cresima dovrebbe essere una scelta dei ragazzi. Senza voler generalizzare, a volte i genitori vogliono sentirsi dire quello che gli piace sentirsi dire. Nessun genitore che chieda: «La Cresima mio figlio se l’è meritata?». No! Il solito ritornello: «In che data si celebra la Cresima?». Ma con i sacramenti non si scherza!

Enio, Lanciano (Chieti)

 

Ragione, religione e amorevolezza

Ho passato le vacanze estive a leggere alcuni testi su san Giovanni Bosco, imparando, alla fine, la sua «ricetta» per i giovani: ragione, religione e amorevolezza. Ed ecco che mi ritrovo, a settembre, a cercare di metterla in pratica. Il nostro parroco mi invita a diventare catechista della 4ª elementare. Accetto, anche perché non è la mia prima esperienza. Alcuni anni or sono credo di aver privilegiato di più l’aspetto della «ragione»; oggi invece senza dubbio è l’«amorevolezza» che prevale. Ma allora come adesso è la «religione», cioè la passione e lo stupore dell’incontro con Cristo che conduce il mio fare catechismo: è questo che vorrei trasmettere! Del mio ci metto qualche idea bizzarra, come il catequaderno, le brave letterine, i compiti ai genitori, ecc. Ma anche qualche «State buoni, se potete!», come san Filippo Neri insegna.

Antonia, Zeccone (Pavia)

 

A Isa, che non vuole annoiare i ragazzi

Ho letto su Facebook la lettera di Isa che chiedeva quale attività poteva svolgere con bambini di 8 anni. Era preoccupata perché per loro era il primo anno e non voleva annoiarli. Cara Isa, potresti iniziare con dei cartelloni dove possono mettere i loro pensieri o le loro aspettative per questo anno catechistico. Questo potrebbe anche dare a te dei suggerimenti. Potresti fare un sole, Gesù, con delle nuvole attorno con i loro pensieri, oppure fare un albero e le foglie e i fiori, che siano sempre i loro pensieri; oppure un grappolo d’uva: fai incollare ai bambini gli acini con sopra scritto il loro nome, il nome del parroco e delle catechiste. Queste sono solo alcune idee, ma devi sbrigliare la tua fantasia. Ciao, spero di esserti stata utile.

Anna Rosa, Monte Porzio (Pesaro e Urbino)

 

Inizio anno catechistico: «La bicicletta di Dio»

Come catechiste di Lucinico (Gorizia) vogliamo condividere con voi un’esperienza molto riuscita con i bambini. Per il nuovo anno catechistico abbiamo scelto come simbolo del nostro cammino il «tandem». Il parroco ha chiesto ai bambini se sapevano cosa fosse un tandem e se ne avessero mai visto uno... Così una catechista ha portato un vero tandem da far vedere ai bambini. Poi è stata raccontata loro la storia «La bicicletta di Dio» e sono stati invitati a pedalare con fiducia sulla strada che Dio ci indica. Dopo c’è stato il mandato alle catechiste e la benedizione finale. Ogni gruppo di catechismo ha attaccato al sellino posteriore del tandem un palloncino con i nomi di tutti i bambini/ragazzi del gruppo come segno dell’impegno a pedalare dietro a Dio e fidarsi del progetto che lui ha per la nostra vita. Come ricordo di questa giornata ogni ragazzo ha ricevuto un’etichetta per il quaderno delle attività.

Puoi scrivere alla Redazione ed esprimere liberamente le tue considerazioni sulla catechesi.

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