Editoriale

Valter Rossi

Stiamo nel suo cuore

Se sapremo farci piccoli e poveri di fronte a lui, il Signore ci manifesterà la forza del suo amore, perché lui predilige i piccoli, che sanno gettarsi con fiducia nelle sue mani provvidenti.

Quaresima tempo d’amore

Lo so, amore è una parola parecchio inflazionata, ma anche “carità” rischia di essere fraintesa, banalizzata con qualche raccolta di generi alimentari e vestiti (ben vengano anche quelle).

Papa Leone XIV ha usato “Dilexi te”, che ci ricorda quella predilezione unica e personalizzata che vuole il bene dell’altro ad ogni costo. In questa dichiarazione d’amore ammiriamo « il modo in cui Gesù si identifica “con i più piccoli della società” e come, col suo amore donato sino alla fine, mostra la dignità di ogni essere umano, soprattutto quando “più è debole, misero e sofferente”. Contemplare l’amore di Cristo “ci aiuta a prestare maggiore attenzione alle sofferenze e ai bisogni degli altri, ci rende forti per partecipare alla sua opera di liberazione, come strumenti per la diffusione del suo amore”» (DT 2).

Il programma di un buon catechista

Ditemi voi se questo non è il programma di ogni buon catechista, quello che tante volte abbiamo chiamato il kerygma, il primo e fondamentale annuncio di ogni atto catechistico per far conoscere Gesù e appassionarsi a lui.

Lo sappiamo, le parole non sono più sufficienti, e se la vita non parla, se non è informata dall’amore, siamo campane di bronzo stonate e fastidiose.

Ma se ci lasciamo amare facendoci piccoli e mettendoci a servizio dei piccoli, allora intraprenderemo un vero «cammino di santificazione, perché nel “richiamo a riconoscerlo nei poveri e nei sofferenti si rivela il cuore stesso di Cristo, i suoi sentimenti e le sue scelte più profonde, alle quali ogni santo cerca di conformarsi”» (DT 3).

La Quaresima è il tempo privilegiato per contemplare questo amore di predilezione, questo mistero inesauribile di amore divino e umano del Cuore di Gesù.