Editoriale
Valter Rossi
Testimoni in vacanza
Maggio è come una soglia: alle nostre spalle un anno intenso di incontri, parole seminate, domande ascoltate; davanti a noi l’estate, con il suo ritmo più lento e il desiderio di riposo. Arriva il tempo della vacanza, del recupero delle forze e dell’entusiasmo. È un bene, perché il Vangelo non chiede eroi instancabili, ma cuori vivi, capaci di tornare a battere con gioia.

Il Signore continua a fidarsi di noi
L’estate non è una parentesi vuota, una pausa dalla fede. Cambiano i ritmi, non la chiamata. Spiagge, montagna, famiglia e amicizie diventano nuovi luoghi in cui vivere il Vangelo con semplicità e autenticità, lasciando parlare la vita: uno sguardo accogliente, una parola buona, uno stile che rende credibile il messaggio del Signore che seguiamo. La vacanza non spegne la testimonianza: la purifica. Lontani dagli impegni serrati e dai programmi, siamo chiamati a custodire uno stile evangelico fatto di gratuità, ascolto, rispetto. È spesso nel tempo disteso dell’estate che emergono le domande più vere, che si aprono dialoghi inattesi, che la fede può essere raccontata senza cattedre né schemi.
Lo stesso vale per i bambini
Anche loro vanno in vacanza, ma non smettono di essere discepoli. Sono inviati in missione nella quotidianità estiva: nel gioco, nelle relazioni, in famiglia, al centro estivo, in oratorio o in un cortile di vacanza. Possono essere segni luminosi di un Vangelo che si trasmette per contagio. Senza grandi discorsi, ma con la freschezza della loro fede. Il nostro compito, come catechiste, è
aiutarli a sentire questo invio: ricordare che Gesù cammina con loro anche d’estate e li precede nei giochi, nelle nuove amicizie, nelle piccole fatiche.
Affidiamo al tempo dell’estate i semi gettati durante l’anno, certi che il Signore continua a operare. Riposiamoci con gratitudine, senza dimenticare che, ovunque saremo, restiamo testimoni, per amore.


