Marzo 2024

Sette parole

Se dovessimo condensare il senso della Quaresima e della Pasqua in sette parole quali sceglieremmo? Sono contenute nelle sette frasi che Gesù pronuncia dalla croce.

 

Perdono. In una società che permette tutto e non perdona nulla non è facile pronunciare questa parola, ma l’allenamento per essere uomini di perdono è alla portata di tutti: si impara a perdonare ricevendo il perdono su di sé. Alleniamoci tanto!

Paradiso. È la grande promessa che Gesù non fa solo al ladrone pentito, ma a tutti coloro che riconoscono con umiltà di essere in cammino e fanno esperienza del cuore misericordioso del Padre. Camminiamo ogni giorno con lo sguardo al Cielo.

Madre e figlio. C’è Maria, ci siamo noi e c’è la Chiesa, in questa frase. C’è un Dio che non lascia mai solo l’uomo, ma gli dona un grembo materno da cui far sempre ripartire la vita. Accogliamo Maria, donna del dolore e madre della gioia nella nostra casa.

Abbandono. No, Dio non ci abbandona mai, al limite siamo noi ad abbandonarlo nei momenti in cui ne avremmo maggiormente bisogno (siamo dei Geni). Invece incominciamo ad abbandonarci fiduciosi nelle sue braccia e non avremo mai più paura.

La sete. In quell’aceto, c’è tutta la solidarietà nei confronti del mondo che vive con una sete inestinguibile di esperienze inquiete, che non possono essere dissetate che dall’acqua della salvezza che proviene dal costato di Cristo. Attingiamo a quella fonte.

Compiuto. Tutto trova senso nella croce: la vita e la morte, il peccato e la redenzione, l’albero del frutto antico e il nuovo legno della vita, l’abbraccio al mondo in quelle mani inchiodate e il cuore trafitto. Tutto, compresa la nostra vita che impara ad offrire.

Padre. È lì, sulla torre alta che scruta l’orizzonte e aspetta il nostro ritorno per aprire la sua casa e fare festa. Sa che il nostro cuore è buono perché lo ha fatto lui e il male non potrà rovinarlo. Apriamo le nostre braccia e il cuore per sentirci dire: «Tu sei mio figlio».

E la gioia della Pasqua faccia fiorire le nostre famiglie le nostre comunità.

VALTER ROSSI